Linee guida Partecipazione

REGOLAMENTAZIONE DELLA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ALLE SCELTE DELL’AMMINISTRAZIONE

Da diversi anni la pubblica amministrazione ha messo in campo nuovi modelli organizzativi di gestione della cosa pubblica fondate sulla collaborazione fra cittadini e amministrazione. In tale processo i cittadini non sono solo portatori di bisogni, essi possono trasformarsi in portatori di soluzioni. Se adeguatamente supportati, i cittadini possono immettere le proprie energie, il proprio tempo, le proprie idee e risorse nella gestione della vita pubblica delle Città.

Non più, quindi, soltanto conflitti, ma anche varie forme di collaborazione non per supplire con l’intervento dei cittadini a deficienze vere o presunte delle amministrazioni, in particolare di quelle locali, bensì per affrontare meglio e insieme, la complessità delle sfide che il nostro mondo pone a tutti, amministrazioni pubbliche e cittadini.

Il ruolo e la cultura della politica tradizionale trova nuovi spazi: non si tratta più solo di raccogliere consenso e imprimere un indirizzo attraverso i canali dell’amministrazione autoritativa o erogativa, ma si richiedono persone capaci di lavorare insieme con l’amministrazione per sviluppare, organizzare e gestire le risorse presenti nella comunità al fine di convogliarle verso progetti di amministrazione condivisa dei beni comuni.

È cambiato il concetto di partecipazione politica che non viene più intesa solo come conferimento di una delega a un proprio rappresentante nell’ambito dei circuiti della democrazia rappresentativa, bensì come esercizio diretto di quel potere sovrano del popolo che deve esercitarsi nelle “forme della Costituzione” (art. 1).

Detti modelli di amministrazione condivisa trovano il loro fondamento costituzionale nel principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall’ultimo comma dell’art. 118 introdotto nel 2001 nella Costituzione italiana che prevede che i poteri pubblici “favoriscono le autonome iniziative dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale”.

Ciò significa riconoscere che i cittadini attivi non sono utenti, assistiti, amministrati, secondo le categorie del Diritto amministrativo tradizionale, sono invece soggetti che collaborano con l’amministrazione nel perseguimento dell’interesse generale e/o nella cura dei beni comuni.

Sono insomma coloro che, insieme con l’amministrazione, fanno vivere l’Amministrazione condivisa.

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Iniziata da Amministratore S.C. il 03-11-2014 alle 13:22
4 commenti ultimo di Federico Leto il 12-11-2014 alle 23:21